LA CULTURA CONTADINA A SCUOLA
23 marzo 2016

LA CULTURA CONTADINA A SCUOLA

Coinvolti. Partecipi. Curiosi. Attenti. Ma soprattutto affascinati dal racconto di una storia senza tempo. Anche ai bambini che frequentano la scuola primaria dell’istituto comprensivo Leopardi, ospitata nella quiete delle colline del Parco della Vittoria a Roma, è piaciuto il progetto didattico itinerante che porta l’agricoltura a scuola. Il progetto, promosso dalla Regione Lazio e dall’agenzia Arsial in collaborazione con la Coldiretti e con la società di servizi Impresa Verde, è nato con l’obiettivo di diffondere tra gli alunni delle scuole di Roma e del Lazio la conoscenza della storia della nostra cultura contadina illustrata attraverso gli arnesi e gli attrezzi usati per i lavori nelle campagne, nelle stalle, nelle case contadine, per tosare le greggi, per fare il burro o preparare l’impasto del pane, per raccogliere le olive, attingere acqua dal pozzo o mietere il grano. La mostra itinerante è stata allestita, e viene spiegata nelle scuole, da Luigi Merz e dalla moglie Paola Lupi, imprenditori titolari, a Cerveteri, di Casale dei Pozzi, azienda agricola specializzata in produzioni biologiche. Il progetto, presentato a febbraio nel corso di una conferenza alla quale partecipò anche l’amministratore unico di Arsial, Antonio Rosati, è entrata in decine di scuole primarie, medie ed elementari del Lazio, coinvolgendo nelle varie tappe oltre 5.000 studenti e riscuotendo, immancabilmente, attenzione, interesse, apprezzamenti tanto dagli alunni, tanto da insegnanti e dirigenti scolastici. “Questa mostra – spiega Mara Gallaccio, vicepreside della primaria Leopardi di Parco della Vittoria – si inserisce in un percorso scientifico-naturalistico già avviato qui da noi con ottimi risultati. Abbiamo a disposizione ampie aree di verde, vasti appezzamenti di terreno e questo ci ha permesso, ad esempio, di avviare i nostri orti scolastici dove i bambini hanno la possibilità di tradurre in attività pratiche gli insegnamenti che ricevono in classe. Queste sono attività fortemente caratterizzanti rispetto alle quali – conclude Gallaccio – la risposta dei piccoli è evidentemente positiva ed entusiastica”. “Siamo orgogliosi del successo che il nostro progetto di didattica attiva raccoglie ad ogni tappa. La sete di conoscenza dei bambini è tanta e questo – commenta Giuseppe Napoletano, dirigente della Coldiretti del Lazio e coordinatore del progetto – ci sprona ad immaginare nuove iniziative, sempre in ambito scolastico, per favorire la conoscenza dell’agricoltura e perpetuare tra i nostri giovani il ricordo di una ruralità e di un mondo contadino che in cento anni di storia sono cambiati certamente negli arnesi e negli attrezzi, ma non nelle fondamenta e nei valori. Ringrazio a nome della Coldiretti l’amministratore di Arsial, Antonio Rosati e l’assessore regionale all’agricoltura, Carlo Hausmann, per aver sostenuto il progetto che ci ha permesso di portare la cultura contadina nelle scuole, ma anche per la disponibilità nel condividere nuove iniziative divulgative per preservare un patrimonio di storia così straordinario e sensibilizzare i giovani sull’importanza della moderna agricoltura, fonte non solo di cibo e benessere, ma anche strumento per la difesa del nostro ambiente e delle nostre ricchezze naturali”.

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