RIVODUTRI, L’INAUGURAZIONE
27 giugno 2016

RIVODUTRI, L’INAUGURAZIONE

Era emozionato Sandro Rinaldi. Non solo per l’inaugurazione della cantina della figlia Silvia. Non solo perché proprio in queste ore lo stimato veterinario, storico direttore del Dipartimento prevenzione - Servizio igiene della Asl di Rieti, va in pensione. Non solo perché l’altro giorno, nella sua Campigliano, sono arrivati tanti amici a salutarlo. L’emozione forte, tanto da fargli salire il nodo in gola, sono stati i ricordi. Umani e professionali, intimamente legati. “Nei decenni passati, in particolare negli anni novanta, ci siamo battuti per salvare le piccole aziende agricole e zootecniche della provincia di Rieti dagli effetti devastanti di una legislazione europea che sembrava fatta apposta – ricorda Rinaldi – per distruggere il patrimonio di storia, di cultura, di tradizioni e con esso la fragile economia del nostro territorio. Io e tanti miei colleghi ci siamo rifiutati di assecondare quel disegno e abbiamo lottato per difenderle. Sono fiero di rivendicare, oggi, il risultato di quella ostinazione. Abbiamo salvato dalla chiusura centinaia di piccole aziende che facevano e fanno oggi, e continueranno a fare domani, le produzioni di qualità che sono il vanto della nostra provincia”. L’occasione di questo amarcord è stata l’inaugurazione della Cantina Campigliano, a Rivodutri. C’erano i sindaci di Rivodutri, Rieti e Poggio Mirteto, Barbara Pelagotti, Simone Petrangeli, Giancarlo Micarelli, il presidente della Camera di Commercio Vincenzo Regnini, il primario di cardiologia del De Lellis Serafino Orazi, il delegato del direttore della Coldiretti, Ivano Capannini, il questore di Rieti Gualtiero D’Andrea. Un aperitivo in terrazza con vista mozzafiato sul lago, l’assaggio dei vini (i rossi Tau e Assio, il bianco Tempe), una degustazione dei più caratteristici prodotti locali. “Volevamo far vivere il territorio e se ci siamo riusciti – ha aggiunto Rinaldi – lo dobbiamo anche alla Coldiretti, che si è fatta interprete di una straordinaria battaglia a tutela del vero agroalimentare italiano di qualità, dei prodotti a chilometro zero che sono la più felice espressione della biodiversità dei nostri territori. Pian piano i consumatori hanno cominciato a chiedersi perché in commercio esistono vini da 1 euro e altri che ne costano 10. Stanno capendo che la qualità di un vino o di un alimento non nasce dall’improvvisazione, ma è frutto di tanto lavoro, di passione, di studio, di entusiasmo. Questo messaggio sta arrivando sempre più forte”. La festa alla Cantina Campigliano è proseguita fino a sera. Nel segno della riscoperta di un territorio che sa fare bene anche i vini.

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