ROMA
15 luglio 2017

ROMA

Il confronto si farà. La Regione ha accolto la richiesta di Coldiretti di aprire la Vertenza Lazio. Lunedì 17 luglio alle ore 15.00 si riunisce il tavolo inter-assessorile sui danni causati dalla siccità, sulla operatività dei consorzi di bonifica, sui finanziamenti Ue per il primo insediamento dei giovani imprenditori agricoli e sul risanamento della Valle del Sacco. Al tavolo siederanno il presidente e il direttore della Coldiretti Lazio, David Granieri e Aldo Mattia e gli assessori Fabio Refrigeri, Carlo Hausmann e Mauro Buschini.  “La crisi idrica – spiega Granieri – non risparmia alcuna provincia. A Latina siamo allo stremo, l’acqua è finita. Dalle turnazioni siamo passati alla chiusura degli impianti irrigui. Migliaia di ettari coltivati a ortaggi, meloni, angurie sono bruciati dal caldo torrido. Criticità analoghe nell’Agro Romano. Negli allevamenti bovini di Rieti, Frosinone e della provincia di Roma la produzione di latte, per il caldo e lo stress degli animali, è crollata del 40%. Irrigazione di soccorso nella Tuscia e in Sabina per salvare uliveti e vigneti, pur nella consapevolezza che la metà del raccolto è compromessa”. A rischio i noccioleti di Caprarola e dei comuni vicini sprovvisti di sistemi di irrigazione. Di fatto pregiudicato il raccolto stagionale, perché le mandorle non si sono formate o, nella migliore delle ipotesi, la loro qualità non sarà adeguata agli standard richiesti dalle industrie dolciarie. Il crollo di valore dei prodotti agricoli e agroalimentari sarà devastante per i bilanci delle aziende. “Le perdite sono ingenti. Una prima stima parla di almeno 110 milioni di euro. Il conto – spiega Mattia – è destinato a salire. Chi ha acqua per irrigare spende centinaia di euro al giorno per approvvigionarsi di gasolio o corrente per alimentare gli impianti irrigui”. La Regione ha richiesto al Governo il riconoscimento della calamità. “Chiederemo – anticipa Granieri – misure transitorie di sostegno come agevolazioni fiscali e creditizie, abbattimento degli oneri contributivi e sospensione dei mutui per evitare il tracollo del sistema produttivo agricolo laziale. Presenteremo anche una proposta operativa per la gestione strategica delle risorse idriche, visto che ormai anche nel Lazio la siccità non è più un fatto episodico, ma un fenomeno naturale strutturale”.

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