VERTENZA LATTE
21 marzo 2011

VERTENZA LATTE

“Mi auguro che il posticipo dell’incontro possa dipendere da una concreta
volontà di trovare una soluzione prima di sedersi al tavolo della vertenza del
prezzo del latte. Se invece, al contrario, il rinvio della riunione con i
referenti industriali, facesse parte di un’escamotage per allungare i tempi, non resteremo con le mani in mano a subire atteggiamenti penalizzanti e
strategie forvianti”. E’ chiaro  e deciso Paolo De Cesare, direttore Coldiretti
Frosinone, nel commentare l’annunciato rinvio del tavolo in regione.  Come già
detto – auspico una soluzione in tempi brevi per ridare dignità al comparto e
ai suoi protagonisti:gli allevatori, pronti, con noi, ad azioni forti e di
protesta eclatanti se non ci saranno risposte a stretto giro”. La misura
insomma è colma: con un prezzo di 38 centesimi per litro, inferiore addirittura al prezzo di 20 anni fa ma con costi di produzione sensibilmente maggiori, la situazione per gli allevatori è insostenibile.
Coldiretti ha le idee chiare. Dopo aver di fatto aperto, in perfetta
solitudine, la vertenza con la mobilitazione in tutto il Lazio, non intende
fare passi indietro. Sarebbe  prioritario anche un progetto industriale che
valorizzi veramente il latte e la zootecnia della nostra provincia così come
deve avvenire a livello nazionale – ha detto ancora De Cesare - e ci si impegni
su un  Made in Italy che oltre al marchio contenga materie prime locali”. In
riferimento alla vicenda Parmalat e alle misure per difendere l'italianità
delle aziende all'esame del governo, Coldiretti ha già detto la sua con il
presidente nazionale Sergio Marini come ricorda il presidente provinciale Loris
Benacquista nel sottolineare che “e’ auspicabile che siano imprenditori
italiani a governare questo processo in quanto dovrebbero essere piu’ sensibili
alla tutela del vero prodotto italiano”. In un settore dove è rilevante il
valore aggiunto del Made in Italy come quello agroalimentare sempre piu’ spesso
infatti i marchi nazionali piu’ prestigiosi finiscono in mani straniere. Una
delocalizzazione della proprietà a cui purtroppo segue frequentemente anche una
delocalizzazione degli approvvigionamenti e degli stabilimenti produttivi. “La
nostra richiesta alla Centrale del Latte – conclude De Cesare resta inalterata:
45 centesimi per litro conferito. D’altronde gli utili dell’azienda e del
gruppo insieme agli aumenti di vendita non giustificano il prezzo e l’
atteggiamento attuale”.

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