Vertenza Latte
1 luglio 2010

Vertenza Latte

“Chiederemo ai sindaci della provincia di Frosinone, ed in particolare ai primi cittadini dove insistono le imprese zootecniche, di aderire al nostro tavolo permanente di crisi per il latte. Per questo, invieremo oggi stesso una comunicazione poiché riteniamo che in questa fase è importante ottenere la massima attenzione dalle istituzioni e dai rappresentanti degli Enti pubblici del territorio. La stessa richiesta sarà indirizzata a Provincia e Camera di Commercio. Il problema del prezzo rappresenta una minaccia per la sopravvivenza del settore agricolo ciociaro e mette a rischio un pezzo importante della nostra economia”. Così Gianni Lisi, direttore della Coldiretti di Frosinone commenta l’esito dell’assemblea convocata ieri sera presso la sala parrocchiale della chiesa del Sacro Cuore nel capoluogo. Oltre cento i produttori presenti provenienti da tutto il territorio. Per parlare della vertenza latte, oltre a Lisi, presenti il presidente della Coldiretti di Frosinone, Loris Benacquista ed il direttore regionale di Coldiretti Lazio, Aldo Mattia. Ad aprire la riunione proprio Benacquista che ha rimarcato l’importanza di fare squadra e di lavorare in sinergia sottolineando che lo stato di agitazione resta aperto sino alla soluzione del problema prezzo. “Se necessario – ha detto il presidente – torneremo davanti la Centrale del Latte di Roma e siamo pronti ad organizzare manifestazioni di protesta eclatanti”. Insomma la tensione resta alta. “La situazione generale è di forte preoccupazione - ha aggiunto Lisi - dopo la manifestazione di Coldiretti davanti alla Centrale del Latte dello scorso 18 maggio, infatti, sono state convocati i vertici del gruppo industriale e i rappresentanti dell’organizzazione per verificare i margini di trattativa sul prezzo del latte ai produttori. Anche a causa della sostituzione dell’assessore regionale, però, la vertenza è in una fase di stallo: per ogni litro di latte prodotto oggi ai produttori arrivano poco più di 0.35 centesimi di euro mentre alla vendita ogni litro costa oltre 1 euro e 60. Coldiretti ha chiesto di rivedere il prezzo ed adeguarlo ai costi di produzione ed inoltre ha reclamato attenzione sul tema della rintracciabilità, della sicurezza e della produzione a km0 riscuotendo l’appoggio dei consumatori. Nel 2003 – ha ricordato Lisi – le stalle attive in provincia di Frosinone erano 1.100 e consegnavano 650 quintali al giorno grazie a 83.000 capi oggi non sono neppure 1.000 e consegnano circa 402 quintali muovendo però un indotto e dando lavoro in modo davvero consistente. Il direttore Mattia, prima del dibattito che ha visto susseguirsi ai microfoni vari imprenditori, ha ricordato le tappe della vertenza e ha assicurato che Coldiretti Lazio resta in prima linea per sollecitare in tempi brevi la situazione. “Entro il 10 luglio – ha detto - si dovrebbe tenere un altro incontro che questa volta auspichiamo possa essere davvero determinante per trovare soluzioni definitive sia per il prezzo che per il percorso della rintracciabilità e della sicurezza alimentare. Non si può andare avanti a lungo occorre che ognuno faccia la sua parte istituzioni comprese. Come sede regionale abbiamo tenuto incontri e riunioni in tutti i capoluoghi di provincia del Lazio. I produttori sono esausti e non hanno più voglia di esseri presi in giro e, come noi, intendono chiedere attenzioni e ottenere un prezzo più remunerativo per un prodotto che resta di alta qualità per il quale lavorano con passione, abnegazione e sacrificio 365 giorni all’anno ”.   

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