AMATRICE:COLDIRETTI RIETI, SI FACCIA PRESTO PER RISOLVERE IL PROBLEMA DEI DANNI CAUSATI ALLE COLTIVAZIONI DAI CINGHIALI
16 aprile 2013

AMATRICE:COLDIRETTI RIETI, SI FACCIA PRESTO PER RISOLVERE IL PROBLEMA DEI DANNI CAUSATI ALLE COLTIVAZIONI DAI CINGHIALI

Si è svolto ieri, ad Amatrice, un incontro tra il Direttore di Coldiretti Rieti e di Impresa Verde, Aldo Mattia e il Direttore del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, Marcello Maranella accompagnato dal responsabile scientifico del Parco Federico Striglioni.
Al centro dell'assemblea il problema dei danni provocati dai cinghiale nei territori del Parco e zone limitrofe per il quale è stata decisa, insieme agli agricoltori, la strategia da seguire ovvero la formazione di una delegazione di 10 agricoltori che dovrebbero seguire insieme ai dirigenti Coldiretti tutta la vertenza in corso e gli incontri con i diversi soggetti interessati dal problema.
Il Direttore di Coldiretti Rieti, Aldo Mattia, ha spiegato che “gli agricoltori non sono qui per elemosinare indennizzi, importanti per risarcire il danno subito, ma per trovare insieme una soluzione condivisa con il Parco per il contenimento dei danni. La principale motivazione dell’incontro è arrivare a contenere il numero dei cinghiale per tornare a fare agricoltura ad Amatrice coltivando nei propri campi gli alimenti necessari all’allevamento dei capi bovini e non acquistando i foraggi da altri con notevole aggravio dei costi”.
Damiano Cavallaro, segretario di zona Coldiretti di Amatrice, che ha riassunto le richieste della delegazione degli agricoltori ha detto “chiediamo un nuovo incontro il prima possibile per revisionare il regolamento per l’indennizzo dei danni da cinghiale al cui interno sono emerse alcune criticità come la perizia di parte dei danni che non è vincolante anche se sono trascorsi da regolamento i termini per la perizia dei tecnici del Parco". "Chiediamo, inoltre- ha aggiunto Cavallaro- una generale maggiore trasparenza a partire dalla domanda per l’indennizzo per cui non si rilascia ricevuta fino alla stima dell’indennizzo stesso; chiediamo una generale revisione dell’importo dei risarcimenti che comprendano il costo del trasporto e l’effettivo valore di mercato al momento in cui un agricoltore è costretto a rivolgersi altrove a causa del mancato raccolto nei propri campi; chiediamo il finanziamento da parte del Parco delle recinzioni per contenere i cinghiali; inoltre vorremmo sapere se il Consorzio di agricoltori che è stato appena fondato per la cattura, macellazione e vendita della carne di cinghiale sia l’unico soggetto (e metodo) tramite cui il Parco vuole contenere il numero dei cinghiali”.
Il Direttore del Parco, Marcello Maranella, ha dato delle aperture che speriamo si possano concretizzare nel prossimo incontro tecnico che si terrà ad Assergi, sede del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga.
L'incontro si è concluso con l'intervento del Direttore Coldiretti Rieti, Aldo Mattia, che ha ringraziato il Direttore del Parco per le aperture a discutere il problema, e con l'assicurazione che "la Coldiretti chiederà in un prossimo incontro alla Forestale di valutare i mezzi a disposizione per garantire la sicurezza di un eventuale abbattimento selettivo; chiederà ufficialmente al Parco la revisione del regolamento per l’indennizzo dei danni da fauna selvatica e si adopererà per trovare sbocchi di mercato alla carne di cinghiale tramite i mercati di Campagna Amica così da favorire il funzionamento del Consorzio di cattura esistente e di favorirne la nascita di altri così come contemporaneamente si muoverà con gli altri soggetti coinvolti a partire dalla Regione Lazio con la quale è in programma il prossimo incontro della delegazione".
Dei danni causati dai cinghiali alle colture era stato informato anche il Prefetto di Rieti con una lettera nella quale era stato riportato il problema. A questa è seguita, nello scorso mese di marzo, una riunione convocata dallo stesso Prefetto, per rendersi conto della reale dimensione del problema e alla quale sono intervenute tutte le parti: Parco, Provincia, Regione, Asl, Forestale e una delegazione Coldiretti. Ne è emersa la possibilità, condivisa da tutti, di utilizzare gabbie anche fuori dal Parco così come la necessità di “revisionare” la regolamentazione della caccia e la rendicontazione dei capi abbattuti. A breve seguirà un altro incontro in Prefettura per fare il punto della situazione.

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