LATTE OVINO
23 marzo 2011

LATTE OVINO

 Latte ovino: no a speculazioni sul prezzo.
L’instabilità dei prezzi alla produzione del latte  ovino sta mettendo in crisi le imprese agricole del settore. A lanciare il grido d’allarme è la Coldiretti di Viterbo che in un incontro avuto con i pastori nella giornata del 22 marzo 2011 presso la propria sezione di Tuscania  ha potuto discutere in maniera dettagliata una piattaforma operativa per il rilancio di un settore trainante per l’economia della nostra provincia e di tutto il territorio laziale. “Dal mese di Gennaio - afferma il direttore della Coldiretti Gabriel  Battistelli - il latte ovino, generalmente destinato alla trasformazione, ha subito una flessione che va dai 10 ai 15 centesimi; l’attuale prezzo oscilla tra 70 e 75 centesimi di euro al litro con un calo del prezzo pagato ai produttori di circa il 15 % rispetto allo scorso anno. Questo prezzo non copre neanche i costi di produzione che, soprattutto in questo ultimo periodo, hanno visto un sostanziale incremento, in particolare per il combustibile, l’elettricità e i mangimi, determinando una ulteriore pressione sulle aziende che già versano in una situazione di criticità e di perdita di competitività. A fronte di tali riduzioni di costi della materia prima agricola, i prezzi dei formaggi al consumo sono rimasti stabili.
Le proposte individuate sono legate, non solo alla pretesa di un adeguamento del prezzo di acquisto del latte partendo dai costi di produzione dell’azienda agricola, ma anche alla necessità di rilancio dell’intera filiera, rilancio che vuol dire valorizzazione della qualità e della territorialità attraverso la possibilità di individuare, etichettare e vendere prodotti a marchio laziale. Altro punto considerato di criticità è la scarsa promozione fatta al pecorino e agli altri prodotti derivanti dal latte di pecora. Sarebbe importante, in sinergia con Regione, ARSIAL e Università proporre uno studio sui benefici aspetti alimentari e lanciare una campagna di sensibilizzazione al consumo.
Si è anche discusso della misura per il benessere degli animali che in questi giorni viene presentata a Bruxelles, misura che accogliamo con soddisfazione e che potrà rappresentare una boccata di ossigeno per il settore a condizione che si adatti alla realtà territoriale e che non contenga condizioni e clausole vessatorie al punto da dissuaderne l’applicazione. Altro tema scottante è lo smaltimento delle carcasse per il quale sarebbe importante un intervento regionale attraverso lo strumento delle polizze assicurative tramite i consorzi di difesa come era già avvenuto alcuni anni fa. L’obiettivo a cui tutti si vorrebbe tendere è quello di rivitalizzare il settore e il mercato attraverso misure congiunturali e strutturali che consentano una equa distribuzione del reddito nella filiera e che garantiscano la dignità d’impresa rispetto alla speculazione di pochi.
In questo contesto diamo atto – conclude Battistelli – del positivo lavoro fatto dall’Assessore Birindelli nel portare avanti il tavolo regionale interprofessionale sulla filiera ovicaprina e apprendiamo con soddisfazione la sua prossima convocazione per il 30 marzo per approfondire le problematiche relative alla filiera. Siamo convinti che attraverso una programmazione volta al rilancio serio del settore si possano dare risposte alle imprese e assicurare non solo la salvaguardia dell'ambiente ma anche della qualità del patrimonio zootecnico, un settore molto importante in gran parte dei territori della nostra regione e soprattutto nel Viterbese.''

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