8 Gennaio 2019
PROTESTA OLIO, COLDIRETTI LAZIO: «PRESENTATO AL MINISTRO IL PIANO SALVA-OLIO. NEL LAZIO DANNI PER 40 MILIONI»

Grande partecipazione questa mattina all’iniziativa promossa dalla Coldiretti davanti al Ministero delle Politiche Agricole. Migliaia di agricoltori hanno protestato contro la manovra del governo che non prevede risorse da destinare all’olivicoltura nonostante la stagione disastrosa con un calo record della produzione e molteplici criticità che affliggono il settore, dalle contraffazioni all’invasione di olio straniero, dall’emergenza xylella agli eventi atmosferici estremi sempre più frequenti. Folta la rappresentanza dal Lazio, una delle regioni più colpite dalle calamità naturali che hanno messo in ginocchio il settore.

“Dagli 80mila ettari di superficie investita ad olivo del Lazio arriva il 18% dell’olio italiano – ha spiegato David Granieri, presidente Coldiretti Lazio - Nel 2018 la produzione regionale è stata dimezzata, principalmente a causa delle gelate di febbraio e marzo. Dal monitoraggio effettuato negli ultimi giorni, a campagna olearia conclusa, stimiamo un danno di 40 milioni di euro sulle piante, soprattutto nelle aree particolarmente vocate, per un indotto complessivo che supera i 100 milioni. Senza stanziamenti ingenti migliaia di aziende e di frantoi rischiano di chiudere con conseguenze disastrose sia sotto il profilo lavorativo sia per quanto riguarda il presidio del territorio”.

Durante la manifestazione una delegazione di Coldiretti e Unaprol - Consorzio Olivicolo italiano - ha incontrato il ministro Centinaio: "Abbiamo ottenuto importanti impegni sui danni da gelate, emergenza Xylella e la lotta alle frodi e sofisticazioni nell’olio di oliva per sostenere un settore centrale per l’economia, la salute, il reddito e l’occupazione - ha spiegato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini - La mobilitazione a sostegno del piano salva olio continua con un confronto serrato con i gruppi parlamentari per sostenere i provvedimenti fino a quanto non saranno assunti ed operativi con responsabilità a livello regionale e nazionale. E’ importante la volontà di inserire il provvedimento sulle gelate nel prossimo decreto sulle semplificazioni e di presentare il decreto sulla Xylella entro la prossima settimana in conferenza Stato regioni poiché  la tempistica è essenziale, affinché le linee programmatiche entrino in vigore in funzione della ripresa vegetativa per consentire i reimpianti, gli innesti e favorire adeguamenti e programmazione delle attività dei frantoi. Inoltre come è stato fatto per la crisi del latte abbiamo chiesto di attivare l’Ismea per bloccare le situazioni debitorie delle imprese agricole colpite dal gelo e dalla Xylella".

Il Ministro ha accolto anche la proposta di aprire un tavolo al Ministero della Giustizia per combattere i reati agroalimentari che colpiscono pesantemente la produzione nazionale che va difesa anche valorizzando il panel test e aumentando i controlli fatti alla trasformazione e all’importazione e con una maggiore trasparenza dell’indicazione dell’origine in etichetta. "In questo contesto ci aspettiamo anche una decisa difesa della produzione italiana in Europa nell’ambito degli interventi di politica agricola in modo che i fondi vadano alle vere imprese olivicole e nei negoziati internazionali dove l’agroalimentare italiano viene troppo spesso usato come moneta di scambio per interessi diversi" - ha concluso Prandini.

IL PIANO SALVAOLIO DELLA COLDIRETTI

1.Avviare un nuovo PIANO OLIVICOLO NAZIONALE (“Piano 2.0”) per rilanciare il settore con una strategia nazionale e investimenti adeguati, per modernizzare gli impianti olivicoli, puntando – dice la Coldiretti - sulle cultivar nazionali che rappresentano il nostro patrimonio di biodiversità; favorendo lo sviluppo e la sottoscrizione di contratti di filiera

2.Garantire adeguate risorse al FONDO DI SOLIDARIETÀ NAZIONALE per far fronte alle pesanti calamità che hanno colpito importanti aree del Paese, come la Puglia, con il dimezzamento della produzione nazionale di olio di oliva che ha messo in ginocchio il settore.

3.Esprimere solidarietà all’olivicoltura salentina compromessa dalla XYLELLA, sostenendola con azioni concrete a partire – sostiene la Coldiretti - dall’immediata attuazione del Decreto sullo stato di emergenza al fine di consentire i reimpianti, gli innesti e la programmazione delle attività dei frantoi e degli olivicoltori.

4.Dare maggiore trasparenza all’attribuzione dei finanziamenti dell’attuale OCM, in modo che i fondi vadano alle vere imprese olivicole e difendere l’extravergine italiano nell’ambito dei NEGOZIATI INTERNAZIONALI dove – evidenzia la Coldiretti - l’agroalimentare italiano viene troppo spesso usato come moneta di scambio per interessi diversi.

5.Stringere le maglie ancora larghe della legislazione con l’approvazione delle proposte di RIFORMA DEI REATI ALIMENTARI presentate dall’apposita Commissione presieduta da Giancarlo Caselli.

6.Pretendere l’obbligo della REGISTRAZIONE TELEMATICA degli oli commercializzati in tutti gli Stati membri, così come già istituito in Italia attraverso il SIAN.

7.Difendere il PANEL TEST, strumento necessario per la classificazione e la valutazione delle caratteristiche organolettiche degli oli di oliva vergini al fine – sostiene la Coldiretti - di tutelare i produttori di oli di qualità ed i consumatori.

8.Promuovere una maggiore trasparenza dell’INDICAZIONE OBBLIGATORIA DELL’ORIGINE IN ETICHETTA, per l’olio extravergine di oliva (con etichette leggibili per i consumatori e prevedendo l’obbligo dell’indicazione dei Paesi di provenienza degli oli che compongono le “miscele”) e per le olive da tavola che ad oggi – evidenzia la Coldiretti - non hanno alcuna indicazione obbligatoria in etichetta relativamente al Paese di coltivazione delle olive.

9.Promuovere la CONOSCENZA e la CULTURA DELL’OLIO EVO di qualità tra i consumatori al fine di aiutarli a scegliere con maggiore consapevolezza.

10.Eliminare il SEGRETO DI STATO sui flussi di importazione, anche per verificare – conclude la Coldiretti - gli arrivi di prodotti da Paesi che non rispettano norme analoghe a quelle italiane rispetto all’uso di sostanze chimiche o alla tutela dei lavoratori

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